Monitoraggio Tane - Perchè..

 

 

Perché monitorare la presenza di tane ?

L’esigenza di monitorare la presenza di tane sulle arginature è anche la conseguenza della modifica alla Legge regionale (Emilia Romagna) nr.157/92 del 2014, che ha escluso le nutrie dalle specie selvatiche, equiparandole a talpe e topi e conseguentemente ha eliminato i risarcimenti dei danni alle produzioni agricole creando un vuoto normativo. La competenza del contenimento della specie, è passata dalle Province ai Comuni; in Provincia di Ferrara la Prefettura ha dato il via alla fattiva collaborazione tra i Comuni per evitare che affrontino questa emergenza da soli. L’inverno mite favorisce la riproduzione dei roditori che, comunque, viaggia già su numeri molto alti; ogni femmina è in grado di riprodursi più volte all’anno e la dimensione delle figliate è mediamente di 4-8 piccoli anche se può raggiungere i 13 cuccioli. L’elevato potenziale riproduttivo rappresenta il motivo principale della diffusione della nutria, specie sconosciuta sul territorio siano agli anni ’60, a cui si aggiunge la mancanza di nemici naturali nell’habitat ferrarese, particolarmente adatto alla specie perché il 40% del territorio è sotto il livello del mare.

 

 

 


I rischi 

Il rischio maggiore che questi ‘castorini’ comportano è prevalentemente per le infrastrutture irrigue; infatti le tane, con diametro di circa 30–50 cm ed una lunghezza che può variare da meno di un metro a circa cinque metri, possono creare la perforazione delle arginature, lo smottamento delle banchine e l’occlusione dei canali. Questo reticolato di gallerie, oltre a essere pericoloso per la sicurezza idraulica delle arginature, è frequentemente posto in prossimità di vie di comunicazione e costituisce perciò, un ulteriore fattore di rischio. Senza contare i problemi sanitari e i danni causati alle coltivazioni prospicienti ai corsi d’acqua.

Schematizzazione della struttura di una tana